TASSO – TAXUS BACCATA

TASSO (Taxus Baccata)

Tasso Taxus Baccata

  • Nome botanico: Taxus baccata.
  • Famiglia: Taxaceae.
  • Dimensioni: Raggiunge un’ altezza di circa 10-20 metri ed una circonferenza fino a 10.
  • Durata: Molto longevo, il Tasso è un albero che raggiunge i 2000 anni di età.
  • Origine e ambiente: La pianta del Tasso ha origini in Europa, Africa ed Asia. Il suo habitat ideale sono le foreste e i boschi.
  • Clima: Prevalentemente temperato.

  • Terreno e preparazione: Predilige un terreno di tipo acido e misto. Preferibilmente profondo e ricco di humus.
  • Esposizione: L’ esposizione ideale è soleggiata, anche mezz’ ombra.
  • Semina: La semina avviene a parte in cassetta, una volta raggiunta la giusta maturità. Per la messa a dimora, la distanza di semina dipende dall’ utilizzo della pianta. Altro tipo di moltiplicazione è per talea semilegnosa tra l’ estate e l’inizio del periodo autunnale.
  • Annaffiatura: Regolare.
  • Concimazione: In attesa di dati certi.
  • Potatura: La potatura avviene in estate e in prossimità dell’ autunno. E’ in grado di sopportare potature anche frequenti. E’ spesso utilizzato come pianta per l’ arte topiaria, potando la sua chioma dando alla pianta numerosi esempi di forme creative.
  • Malattie e parassiti: Talvolta attaccato dal marciume causato da Phytophthora, bruchi, dall’ insetto oziorrinco e dalla cocciniglia del tasso.

  • Descrizione: Di portamento eretto, il Tasso ha una chioma a forma piramidale espansa, ampia, ed un tronco di colore marrone. Le foglie sono persistenti, aghiformi, di un colore verde scuro, sono lucide e appiattite, della lunghezza di circa 2-3 centimetri. Verdi chiare sulla pagina inferiore. La fioritura avviene in primavera, dando origine a fiori maschili gialli di forma conica.
  • Utilizzo: In attesa di dati.
  • Consigli: Attenzione: Il Tasso è una pianta velenosa, contenente l’ alcaloidetassina, che è presente in tutta la pianta tranne che nell’ involucro dei suoi semi. Questa caratteristica gli ha determinato un soprannome, “albero della morte”.
  • Curiosità: Il nome di questa pianta il Taxus baccata, deriva dal latino “baccatus”, che significa “che porta bacche”.

QUERCIA SUGHERA – QUERCUS SUBER L.

QUERCIA SUGHERA – QUERCUS SUBER L. (Quercus suber L.)

Sughera Quercus Suber L.

  • Nome botanico: Quercus suber L.
  • Famiglia: Fagaceae.
  • Dimensione: Raggiunge un’ altezza di circa 15 metri.
  • Durata: In attesa di dati certi.
  • Origine e ambiente: La Sughera ha origini nella fascia che va dall’ Europa meridionale al Nord Africa. Diffuso tuttora in tutto il Mediterraneo occidentale. Vive ad altitudini che si aggirano attorno ai 700 metri di quota.
  • Clima: La Sughera predilige un clima di tipo mediterraneo e soleggiato.

  • Terreno e preparazione: Il terreno ideale è di tipo siliceo e argilloso.
  • Esposizione: In attesa di dati certi.
  • Semina: In attesa di dati certi.
  • Annaffiatura: In attesa di dati certi.
  • Concimazione: In attesa di dati certi.
  • Potatura: In attesa di dati certi.
  • Malattie e parassiti: La Quercia Sughera (Quercussuber L.) non sembra essere particolarmente soggetto all’ attacco di malattie o parassiti.
  • Descrizione: La Sughera è un tipo di Quercia sempreverde dal portamento contorto e caratterizzato da una chioma verde ed ampia, un pò rada. Il tronco è massiccio, di color giallo bruno. Ha foglie persistenti di colore verde scuro, lucide e ovaliformi. La fioritura avviene nel periodo primaverile, tra aprile e maggio. Il frutto è un achenio di forma ovale.
  • Utilizzo: La Sughera (Quercus seber L.) è un albero che riveste da sempre una grandissima importanza sia ecologica che tradizionale, nonché economica. Dalla sua corteccia infatti si ricava il famoso sughero, materiale dai mille usi e per questo in passato questa pianta è stata soggetta ad un intenso sfruttamento, causando un elevato rischio di estinzione. Ad accorrere in suo aiuto è stata approvata una legge relativa alla Coltivazione, difesa e sfruttamento di questa pianta (legge n. 759 del 18 luglio 1956), che ne regola sin dal 1956 la coltivazione e l’uso. Grandi coltivazioni al sud Italia, tradizionali quelli in Sardegna, dove una paziente e culturalmente valida tradizione, ne regolano e insegnano da tempi antichi, l’ uso per la realizzazione di una moltitudine di oggetti famosi in tutto il mondo. Alcuni di questi sono i tappi di sughero per la produzione vinicola, le ricercatissime cartoline postali di sughero, souvenir di luoghi del sud Italia, materiale isolante dal fuoco e fonoassorbente, turaccioli.

  • NOTA DI PROXIMAERA: In tempi recenti (anno 2006), un gruppo di aziende vinicole estere, giocando sulla leva della praticità, l’ economicità e la salvaguardia dell’ albero di Sughera, cercarono di fare pressione al Parlamento Europeo allo scopo di creare ed approvare norme Europee che regolavano l’ utilizzo di tappi per bottiglia per la produzione vinicola, di materiali cosiddetti “alternativi” come quelli derivanti dalla plastica, a discapito della qualità dello stesso e senza tener conto che tale materiale (il sughero) oltre a conservare ottimamente il vino, dona l’ aroma tipico che lo rende un prodotto eccezionale e apprezzato in tutto il mondo. Ciò avrebbe causato oltremodo, la distruzione di importanti economie locali, soprattutto nel meridione italiano, che basano sulla produzione del sughero, oltre al mantenimento di tradizioni locali, possibilità economiche e lavorative per molti abitanti del luogo. I produttori vinicoli italiani, riuniti in associazioni, combatterono per la difesa di tale tradizione e difesa della qualità del vino in Italia e nel mondo. La battaglia è tuttora in corso, ma sembra che questo gesto, puramente economico da parte di produttori esteri, non abbia la meglio. Questo è uno dei tanti esempi di come possa essere stravolto per motivi economici, l’ ideale di ecologia e conservazione ambientale, rendendo leggi o giuste attenzioni di tutela ambientali, motivo invece di business da parte di chi cerca di sfruttarne il solo lato economico, a discapito della tradizione e libertà di scelta delle persone verso un consumo più etico. Perciò è importante vigilare e continuare verso la tutela della pianta di Sughera, mantenendo ed incentivando però coltivazioni anche a scopi produttivi controllati, che ne permettono oltremodo, ulteriori motivi di conservazione ed utilizzo a guadagno della qualità del prodotto, della tutela e informazione dei consumatori, di produzioni, economie e tradizioni locali.
  • Consigli: E’ consigliabile preservarne la specie e mantenendone così la sua biodiversità.
  • Curiosità: Presto curiosità sulla Quercia Sughera (Quercus suber L.).

SPINACRISTI o SPINO DI GIUDA – GLEDITSIA TRIACANTHOS

SPINACRISTI o SPINO DI GIUDA – GLEDITSIA TRIACANTHOS (Gleditsia triacanthos)

Spinacristi, Spino di Giuda Gleditsia triacanthos

  • Nome botanico: Gleditsia triacanthos.
  • Famiglia: Fabaceae.
  • Dimensioni: Lo Spinacristi o Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos) può raggiungere un’ altezza di circa 10-15 metri.
  • Durata: Ha una buona longevità, che gli permette di raggiungere età che si aggirano intorno ai 100-150 anni.
  • Origine e ambiente: Ha origini negli Stati Uniti centrali e orientali.
  • Clima: Temperato, resiste anche a climi siccitosi, con presenza di vento e di tipo marino con salsedine e a temperature inferiori ai -30° centigradi.

  • Terreno e preparazione: Predilige un tipo di terreno calcareo, sabbioso, anche arido ma ben drenato. Inoltre meglio se profondo, sufficientemente umido e ricco di sali. Risente invece dei terreni ad acidità elevata (Ph).
  • Esposizione: Soleggiata, anche sole diretto.
  • Semina: La semina avviene per mezzo dei semi contenuti nei lunghi bacelli. Si riproduce anche per talea.
  • Annaffiatura: In attesa di dati certi.
  • Concimazione: In attesa di dati certi.
  • Potatura: In attesa di dati certi.
  • Malattie e parassiti: Lo Spinacristi è abbastanza resistente sia alle malattie che a parassiti. Talvolta però le sue foglie vengono attaccate dagli acari, emitteri o dalle larve minatrici.
  • Descrizione: Lo Spinacristi o Spino di Giuda è un albero molto comune soprattutto nelle nostre città. Ha una chioma molto ampia ed un tronco di un colore grigio bruno grande e spinoso a seconda della varietà, che da spesso origine a ramificazioni disordinate, non sempre omogenee. Le foglioline sono caduche, simili a quelle delle felci e raggruppate in esemplari da 15 a 30. Raggiungono una tonalità di colore gialla nel periodo autunnale. La fioritura avviene nel periodo primaverile con fiorellini bianchi-verdastri, dai quali hanno poi origine i frutti, lunghi baccelli legnosi anche di 40 centimetri di lunghezza, contenenti i semi di colore scuro. Matura nel mese di ottobre.

  • Utilizzo: Molto utilizzato per l’ arredo urbano, soprattutto nei lungomare delle nostre coste.
  • Consigli: Presto consigli sullo Spinacristi o Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos).
  • Curiosità: Presto curiosità sullo Spinacristi o Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos).

SEQUOIA GIGANTE o ALBERO DEL MAMMUT – SEQUOIADENDRON GIGANTEUM

SEQUOIA GIGANTE o ALBERO DEL MAMMUT (Sequoiadendron giganteum)

Sequoia gigante, Albero del mammut Sequoiadendron giganteum

  • Nome botanico: Sequoiadendron giganteum.
  • Famiglia: Taxodiaceae.
  • Dimensioni: La Sequoia gigante raggiunge la ragguardevole altezza di circa 110 metri (è considerato l’albero più alto del mondo, un vero record. Esiste un esemplare molto noto che misura infatti 112,11 metri), ed una circonferenza del tronco pari a 10 metri! Si trova a quote che raggiungono anche i 2400 metri di altitudine.
  • Durata: Molto longevo, raggiunge un’ età di 2000 anni.
  • Origine e ambiente: Ha origini dalle zone boschive del Nord America Californiane e dell’ Oregon.
  • Clima: Di tipo oceanico.

  • Terreno e preparazione: In attesa di dati certi.
  • Esposizione: Soleggiata o mezz’ ombra.
  • Semina: Predilige un terreno di tipo fertile e ben drenato.
  • Annaffiatura: Non richiede annaffiatura, se non in periodi particolarmente siccitosi o nei primi anni di vita.
  • Concimazione: In attesa di dati certi.
  • Potatura: In attesa di dati certi.
  • Malattie e parassiti: Le Sequoie giganti come del resto la sequoia comune risultano abbastanza resistenti da questo punto di vista.

  • Descrizione: La Sequoia gigante appartiene alla famiglia delle Taxodiaceae ed ha portamento eretto ed un tronco massiccio. Le foglie sono persistenti, aghiformi a punta e rigide. Ha fiori e coni di tipo maschile e femminile e coni femminili più grandi alla fine dei rami. I frutti, dalla maturazione ogni due anni, hanno forma ovale e misurano 6-8 cm di lunghezza e 4-5 centimetri di diametro.
  • Utilizzo: Il legno della Sequoia gigante viene utilizzato come soprattutto come combustibile.
  • Consigli: Presto consigli sulla Sequoia o Albero del Mammut (Sequoiadendron giganteum).
  • Curiosità: In Piemonte, nel Parco Burcina si possono trovare degli esemplari molto belli, in prossimità della cascina Merlo, sul lato esterno del tornante. Queste meraviglie della natura superano i 30 metri di altezza ed hanno una circonferenza di circa 6 metri. Da visitare!
    - In Trentino Alto Adige, precisamente in Malles Venosta, Comune della Val Venosta in Provincia di Bolzano, esistono due splendidi esemplari di Sequoia gigante. Dichiarati monumento naturalistico dalla Provincia Autonoma di Bolzano, pare siano stati messi in dimora lo stesso giorno della nascita dell’ Imperatore d’ Austria Francesco Giuseppe. Abbiamo la fortuna di averne una testimonianza diretta sul sito fotografico Barbatusimmaginiamo che ci mette a disposizione le foto dell’ esemplare di Sequoia gigante o albero del Mammut meglio conservato. Inoltre sembra ci siano diversi altri esemplari lungo il fiume Passirio a Merano (BZ), presenti anch’ essi probabilmente sin dalla fine del 1800, periodo in cui la stessa zona è stata caratterizzata dalla messa in dimora di diversi esemplari di questo tipo di Sequoia che fanno sin da allora, un suggestivo sfondo ad un incantevole paesaggio naturalistico.