ARBUSTI

CAPRIFOGLIO – LONICERA CAPRIFOLIUM

CAPRIFOGLIO (Lonicera Caprifolium)

Caprifoglio Lonicera Caprifolium

  • Nome botanico: Lonicera Caprifolium.
  • Famiglia: Caprifoliaceae.
  • Dimensioni: Raggiunge generalmente un’ altezza di 5 o 6 metri.
  • Durata: In attesa di dati certi sulla sua durata.
  • Origine e ambiente: Ha origini nell’intero emisfero settentrionale, in particolar modo nella catena dell’ Himalaya, dove vive tutt’ora a quote superiori addirittura ai 3000 metri. Molto diffusa nei boschi e sottoboschi italiani, dove cresce spontaneamente fino ad altitudini intorno ai 1200 metri.
  • Clima: Predilige qualsiasi tipo di terreno dove vive senza difficoltà. Buono è anche un terreno di tipo calcareo.

  • Terreno e preparazione: L’unico consiglio per la preparazione del terreno è forse quello di prepararlo con dell’humus e renderlo molto drenato, in modo da permettergli ampio respiro di crescita e sviluppo.
  • Esposizione: Vive in differenti tipi di esposizione, sia soleggiato che penombra.
  • Semina: In attesa di dati sulla semina.
  • Annaffiatura: In attesa di dati sulla innaffiatura.
  • Concimazione: La concimazione avviene con concime organico.

  • Potatura: Solo di “rinfresco”, potando le parti malate, secche o vecchie.
  • Malattie e parassiti: Talvolta attaccato da alcuni tipi di funghi o afidi.
  • Descrizione: Pianta sempreverde e rampicante. Ha fiori bianchi e rosa e bacche tossiche rosse o arancioni, contenenti piccoli semi.
  • Utilizzo: E’ spesso utilizzata per la copertura di pergolati o per adornare muri, essendo una ottima rampicante e persistente. I suoi fiori e foglie hanno proprietà antisettiche, stimolanti generali e antireumatiche. Utilizzate anche per curare stomatiti, dermatosi e ferite.
  • Consigli: Una particolare attenzione va fatta per le bacche, che risultano tossiche.
  • Curiosità: Viene anche chiamata “abbracciaboschi”, dal soprannome che gli diedero i greci “periclymenon” che significa “circondo”, per avere la caratteristica di essere molto rampicante ed avvolgente (per questo è anche simbolo del legame d’amore), ma a volte anche da soffocare la pianta vicina o che la ospita.

CAMECERASO o MADRESELVA ALPINA – LONICERA ALPIGENA

CAMECERASO o MADRESELVA ALPINA (Lonicera Alpigena)

Cameceraso o Madreselva Alpina Lonicera Alpigena

  • Nome botanico: Lonicera alpigena.
  • Famiglia: Caprifoliaceae.
  • Dimensioni: E’ un arbusto che non supera di solito i 3 metri di altezza.
  • Durata: In attesa di dati certi.
  • Origine e ambiente: Possiamo trovarlo comunemente nell’Europa meridionale, ma anche in America e vive ad altitudini montane anche superiori ai 2000 metri.

  • Terreno e preparazione: Il terreno ideale per questa pianta è di tipo calcareo, da asciutto ad umido.
  • Esposizione: Può essere esposto anche a pieno sole.
  • Semina: In attesa di dati sulla semina.
  • Annaffiatura: Non necessita di una frequente annaffiatura.
  • Concimazione: In attesa di dati certi sulla concimazione della pianta del Cameceraso.

  • Potatura: In attesa di dati certi sulla potatura.
  • Malattie e parassiti: In attesa di dati certi su malattie e parassiti.
  • Descrizione: Pianta erbacea. Fiorisce da aprile a giugno. Ha fiori da rosa a rossi, raggruppati a due a due e bacche tossiche color arancione, chiamate ciliege di montagna, che se ingerite possono causare diversi disturbi che vanno dal vomito fino a convulsioni.
  • Utilizzo: In attesa di dati sull’ utilizzo della pianta del Camecèraso.
  • Consigli: Presto i consigli per il Camecèraso.
  • Curiosità: Presto curiosità sulla pianta del Camèceraso.

ACETOSA – RUMEX ACETOSA

ACETOSA (Rumex Acetosa)

Acetosa Rumex Acetosa

  • Nome botanico: Rumex acetosa.
  • Famiglia: Poligonacee.
  • Dimensioni: Può arrivare ad un metro di altezza.
  • Durata: Perenne.
  • Origine e ambiente: Ha origini europee ma si può trovare ovunque nei prati umidi sotto i 2000 m di altezza.
  • Clima: Temperato, vive bene nei prati, lungo i corsi d’acqua, ai bordi dei boschi.

  • Terreno e preparazione: Si adatta molto bene al terreno argilloso e ricco.
  • Esposizione: Prevalentemente ombreggiata.
  • Semina: La moltiplicazione dell’acetosa può avvenire per semina (da effettuare in primavera su substrato umido) o per divisione dei cespi (in autunno).
  • Annaffiatura: Predilige il terreno umido.
  • Concimazione: In attesa di dati.
  • Potatura: In attesa di dati sulla potatura.
  • Malattie e parassiti: In attesa di dati su malattie e parassiti.
  • Descrizione: L’ acetosa è una pianta erbacea molto comune nei prati composta da una radice dalla quale in primavera si sviluppa un fusto eretto poco ramificato. Le foglie sono di due tipi: quelle basali e quelle inserite lungo il fusto. I fiori sono disposti in fascetti su una pannocchia slanciata e hanno i tepali (forma intermedia tra sepali e petali) di colore rossiccio. Il frutto è un achenio ricoperto dai tepali persistenti che assumono colore rosso ruggine.
  • Utilizzo: In cucina le foglie dell’acetosa possono essere mangiate come fossero spinaci (dopo averle lessate) oppure possono essere aggiunte alle minestre. Un impacco di foglie fresche, sminuzzate e stese sulla pelle del viso, chiude i pori dilatati e fa scomparire i cosiddetti “punti neri”. Le foglie dell’acetosa esercitano un’azione digestiva e rinfrescante; la radice, estratta dal terreno in autunno e posta in infusione o decotta, svolge azione lassativa e diuretica.
  • Consigli: Se si mangiano abbondanti foglie crude di Acetosa in insalate, si possono verificare avvelenamento e lesioni renali (specie nei bambini). I sintomi da intossicazione sono nausea, vomito, abbassamento della pressione.
  • Curiosità: Per il suo alto contenuto di calcio e sali minerali l’acetosa è sconsigliata per chi soffre di calcolosi renale.