ARBUSTI

ROVO COMUNE – RUBUS ULMIFOLIUS

ROVO COMUNE (Rubus Ulmifolius)

Rovo comune Rubus Ulmifolius

  • Nome botanico: Rubus Ulmifolius.
  • Famiglia: Rosaceae.
  • Dimensioni: Il Rovo comune raggiunge un’ altezza di circa 1 o 2 metri.
  • Durata: In attesa di dati certi.
  • Origine e ambiente: Molto frequente in tutta Italia, il Rovo comune vive nei boschi ma non è raro trovarlo anche nelle città, in zone o coltivazioni abbandonate. Vive sia a quote al livello del mare, sia verso i 1500-2000 metri di quota.
  • Clima: Può vivere in diverse condizioni climatiche.

  • Terreno e preparazione: Vive in quasi tutti i tipi di terreno, spesso calcarei e ben drenati.
  • Esposizione: Lo si trova crescere spontaneamente sia in penombra che in condizioni di pieno sole.
  • Semina: Il Rovo comune (Rubus Ulmifolius) è un arbusto che cresce spontaneamente, non necessita quindi di semina. All’ occorrenza spargere i suoi frutti (more) sul terreno e annaffiare. Si vedrà così germogliare questo arbusto in poco tempo.
  • Annaffiatura: Non necessitano di una regolare annaffiatura, tranne nei periodi di maggiore caldo per aumentare la produzione dei suoi frutti: le famose more.
  • Concimazione: Non è necessaria la concimazione.

  • Potatura: Non necessaria, salvo in casi in cui essendo il Rovo comune una pianta infestante, minaccia la normale crescita delle piante circostanti.
  • Malattie e parassiti: Talvolta i fiori vengono attaccati da parassiti quali gli afidi e le foglie dalla malattia del “mal bianco”.
  • Descrizione: Pianta sempreverde, il rovo ha l’ aspetto di una moltitudine di rametti pungenti, aggrovigliati e contorti. La corteccia è lisci di un colore violaceo. Dapprima genera dei polloni che danno poi origine ai fiori nel periodo tra maggio e luglio. Dai fiori a forma di pannocchiette piramidali, nascono poi i frutti (le more). Le more sono commestibili e a seconda della maturazione presentano diverse tonalità che passano dal verde, al rosso fino al nero. Contengono dei piccoli semini.
  • Utilizzo: Molto utilizzato il frutto, la mora, ottimo ingrediente per torte, marmellate, succhi di frutta, sciroppi e molti prodotti di gelateria o pasticceria in genere. Ha inoltre proprietà astringenti.
  • Consigli: Particolare attenzione va fatta in caso di coltivazioni confinanti a questa pianta per la sua grande caratteristica infestante, che potrebbe soffocare le piante vicine.
  • Curiosità: Presto curiosità sul Rovo comune (Rubus Ulmifolius).

ROVO CERVONE – SMILAX ASPERA L.

ROVO CERVONE o STRACCIABRACHE (Smilax aspera L.)

Rovo cervone Smilax aspera L.

  • Nome botanico: Smilax aspera L.
  • Famiglia: Liliaceae.
  • Dimensioni: In attesa di dati.
  • Durata: In attesa di dati.
  • Origine e ambiente: Il Rovo Cervone vive prevalentemente nei boschi ad altitudini e climi variabili.
  • Clima: E’ adatto un pò a tutti i tipi e condizioni climatiche.
  • Terreno e preparazione: Si adatta quasi a tutti i tipi di terreno.
  • Esposizione: Soleggiata.
  • Semina: Pianta spontanea.
  • Annaffiatura: Non necessita di annaffiatura.
  • Concimazione: Non necessita di concimazione.

  • Potatura: Necessaria solo in caso diventi invadente per le altre coltivazioni o piante.
  • Malattie e parassiti: Il Rovo Cervone non sembra essere particolarmente soggetto a malattie o parassiti.
  • Descrizione: Il Rovo cervone è una pianta sempreverde della famiglia delle Liliaceae. Ha rami legnosi e dotati di piccole spine. Le foglie sono di un colore verde chiaro forma di cuore, giallognolo nelle estremità. Fiorisce nei mesi tra settembre e novembre generando dei piccoli fiori profumati verdi-giallastri raccolti in fascetti. Ha un frutto sferico di un bel colore rosso in fase matura.

  • Utilizzo: In attesa di dati.
  • Consigli: Presto consigli sul Rovo Cervone.
  • Curiosità: Una leggenda mitologica di origine narra di un giovane di nome Crocos, innamorato della ninfa Smilax, ma destinato a non coronare il suo sogno d’ amore con lei a causa della la natura terrena del giovane, che essendo umano non poteva sperare di unirsi a lei. Gli Dei, impietositi dalla grandezza dell’ amore che il giovane nutriva per la bellissima ninfa, decisero di rendere entrambi immortali, trasformandoli entrambi in due piante, che da quel giorno portano i loro nomi. – Il Rovo cervone ha un accrescimento e una propagazione assai tenace, rendendo il bosco quasi impenetrabile.

GINEPRO OSSICEDRO – JUNIPERUS OXYCEDRUS

GINEPRO OSSICEDRO (Juniperus oxycedrus).

Ginepro ossicedro Junipenis oxycedrus

  • Nome botanico: Juniperus Oxycedrus.
  • Famiglia: Cupressaceae.
  • Dimensioni: Tipico cespuglio, raggiunge un’altezza di circa 2 metri.
  • Durata: In attesa di dati certi.
  • Origine e ambiente: Molto diffuso un poco in tutta Europa, Il Ginepro Ossicedro e’ ben distribuito anche nella nostra Penisola anche a quote elevate ed è tipico delle aree mediterranee lungo il litorale sabbioso dove le sue radici fanno da trattenitrici alla sabbia delle dune.
  • Clima: Vive preferibilmente in un clima di tipo mediterraneo, temperato e con frequenti precipitazioni. Resiste inoltre anche a periodi di forte freddo dove la temperatura scende al di sotto dello zero (0 C°).

  • Terreno e preparazione: Cresce naturalmente in zone impervie su terreni sassosi, sabbiosi e rocciosi.
  • Esposizione: Pieno sole e piena luce.
  • Semina: In attesa di dati sulla semina del Ginepro Ossicedro.
  • Annaffiatura: Il Ginepro Ossicedro (Juniperus Oxycedrus) non richiede una innaffiatura, vista la sua particolare predilezione per i climi mediterranei, anche molto caldi.
  • Concimazione: Non richiede una concimazione. Vive anche in condizioni aride e povere di humus.

  • Potatura: Non necessaria, ma è possibile potarla per rinfoltire la chioma. Ricresce abbastanza in fretta.
  • Malattie e parassiti: Non degni di nota.
  • Descrizione: Il Ginepro Ossicedro è una pianta sempreverde, di forma cespugliosa. Ha foglie aghiformi, pungenti, di un colore verde vivo. Il tronco, di tendenza avvitante, può avere tonalità di viola o verdastro. La fioritura avviene nel periodo di aprile-maggio. I fiori maschili sono gialli giallastra, quelli femminili verdi. I suoi frutti detti coccole, sono bacche verdi e sferiche, tendenti a divenire di tonalità che varia dal giallo al rosso-bruno durante la maturazione. Le foglie sono aghiformi ed appuntite, lunghe fino a 25 mm. Hanno due striature bianche sulla zona superiore e sono raggruppate a tre a tre.
  • Utilizzo: Dal tronco si ricava un olio detto “olio di Cade”, utilizzato in medicina e dermatologia per medicamenti cutanei. Dalla distillazione secca del legno di Ginepro Ossicedro, si estrae un catrame.
  • Consigli: Presto consigli sul Ginepro Ossicedro (Juniperus Oxycedrus).
  • Curiosità: Presto curiosità sul Ginepro Ossicedro (Juniperus Oxycedrus).

FRANGOLA o FRANGULA o ALNO NERO – FRANGULA ALNUS

FRANGOLA o FRANGULA o ALNO NERO (Frangula Alnus)

Frangola Frangula Alno nero Frangula Alnus

  • Nome botanico: Frangula alnus.
  • Famiglia: Rhamnaceae.
  • Dimensioni: Può raggiungere i 5 metri e più di altezza.
  • Durata: In attesa di dati certi.
  • Origine e ambiente: Ha origine spontanea e si può trovare un pò in tutta Europa. Il suo habitat sono soprattutto i boschi, le paludi e a ridosso di rocce calcaree e gole, soprattutto dell’Appennino. Molto meno frequente ed anzi quasi del tutto assente, nelle zone mediterranee.
  • Clima: Vive per lo più al di sopra dei 700 metri di altitudine.

  • Terreno e preparazione: Predilige un terreno di tipo acido.
  • Esposizione: Dalla penombra ad una zona mediamente soleggiata.
  • Semina: Cresce spontanea.
  • Annaffiatura: Anche frequente.
  • Concimazione: Non necessita di una particolare concimazione.

  • Potatura: Non necessaria, ma è possibile potarla senza pericoli di sorta.
  • Malattie e parassiti: Non sembra essere particolarmente soggetta a malattie o attacchi da parte di parassiti.
  • Descrizione: Piccola pianta cespugliosa o meglio arbusto dai rami sottili e corteccia bruna, rugosa, con numerose lenticelle chiare. Ha fiori piccoli di un colore bianco-verdastro e si schiudono verso giugno. Foglie alterne, lucide, ovali o di forma ellittica, a margine intero. Il suo frutto, piccolo e carnoso è la drupa di colore rosso in giovane età, poi nerastro, è tossico per l’uomo, nonostante se ne cibino gli animali.
  • Utilizzo: Dal suo legno si ottiene la carbonella, un tempo ricercata come ingrediente per la polvere da sparo e la fabbricazione di micce, visto il suo lento grado di combustione. Si ottengono coloranti dai frutti e dalla corteccia. Dalla corteccia dopo averla fatta essiccare per almeno un anno, se ne ricava un prodotto con proprietà lassative e regolatrici dell’ intestino.
  • Consigli: Attenzione: Diverse parti di questa pianta, colte al momento e non trattate per scopi erboristici precisi, sono tossiche, non ingerirle.
  • Curiosità: Presto curiosità sulla Frangola.